La Pelle

Cenni
Storici

Il giorno in cui un uomo preistorico si rese conto che per ripararsi dal freddo e dalle intemperie poteva utilizzare la pelle di un animale che aveva ucciso per procurarsi cibo, ebbe inizio l’affascinante avventura della lavorazione della pelle.

Tutti possiamo individuare le tracce di questa avventura nel corso dei millenni.

Materie
Prime

Nel campo dell’arredamento le pelli solitamente utilizzate sono di origine bovina.

Ricordiamo però, giusto come nota a margine, che molte altre specie animali forniscono pelli con caratteristiche peculiari particolarmente apprezzabili per calzatura, pelletteria, abbigliamento.

Si ricavano infatti pelli da: cavalli, capretti, montoni (lavorati con o senza pelo), maiali, pekari, serpenti, rospi, lucertole, tejus, iguane, ecc.

Lavorazioni:
dal grezzo alla pelle finita

Oggi come ieri le concerie hanno bisogno di poter usufruire di notevoli quantità di acqua.

Ciò ha fatto sì che storicamente le concerie si siano sviluppate in zone ricche di corsi d’acqua, in particolare nelle province di Novara, Vicenza, Pisa e Avellino.

Per avere un’idea di quanto l’acqua sia di vitale importanza, si pensi che se si sommano i quantitativi di pelli, acqua e prodotti chimici, l’acqua rappresenta circa il 60% del peso totale, il che significa che il peso dell’acqua è addirittura superiore al peso delle stesse pelli!

Controllo di qualità

Per verificare la bontà delle lavorazioni eseguite sulle pelli è possibile effettuare una serie di test di laboratorio che consentono sia di dare sulle pelli un giudizio non soggettivo bensì il più possibile oggettivo, sia di confrontare partite diverse, articoli diversi, concerie diverse con metodi di controllo standardizzati e con valori di riferimento uguali per tutti.

Ci limiteremo in questa sede a prendere in considerazione i test solitamente utilizzati nel settore dell’arredamento.

Caratteristiche fisiche delle pelli finite

Uno degli effetti che si desidera ottenere con le varie operazioni di concia è proprio la riduzione della disomogeneità tra pelle e pelle e da una zona all’altra della medesima pelle ma, per quanti sforzi si facciano, non è possibile omogeneizzare più di tanto.

Si pensi che addirittura nel caso del cuoio da calzatura le pelli non vengono lavorate e vendute intere bensì divise in parti (spalla, fianchi, groppone) che hanno caratteristiche e prezzi diversi.

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