La materia prima della pelle

Nel campo dell’arredamento le pelli solitamente utilizzate sono di origine bovina.

Ricordiamo però, giusto come nota a margine, che molte altre specie animali forniscono pelli con caratteristiche peculiari particolarmente apprezzabili per calzatura, pelletteria, abbigliamento.

Si ricavano infatti pelli da: cavalli, capretti, montoni (lavorati con o senza pelo), maiali, pekari, serpenti, rospi, lucertole, tejus, iguane, ecc.

Tornando alle pelli che maggiormente ci interessano, quelle bovine, precisiamo che è importantissimo da parte della conceria conoscere l’origine della pelle che andrà a lavorare, perché sono molti i fattori che influenzano il risultato: razza, zona di provenienza, sesso, scacco-peso, tipo di conservazione.

Esaminiamoli uno per uno.

Razza – Esistono, solo in Europa, una cinquantina di razze bovine diverse, che si differenziano per forma, colore, spessore e compattezza della pelle.

Se consideriamo, per esempio, due razze come la frisona olandese e la bianca marchigiana, è semplicemente impensabile che possano dare origine a due pelli uguali. La profonda diversità tra i due animali condiziona il tipo di lavorazioni che si dovranno fare in conceria, le caratteristiche del prodotto finito ed il tipo di articoli che si possono ottenere.

La frisona ha una forma più squadrata ed il collo diritto, mentre la marchigiana ha il corpo più allungato e con una vistosa gobba sul collo rugoso.

La frisona ha il manto a chiazze scure: poiché dove il pelo è più scuro la pelle si scalda di più, in corrispondenza delle chiazze la pelle risulta più cornea e quindi, se si realizzano prodotti con rifinizione leggera, si rischia di vedere, a lavorazione ultimata, delle chiazze più lucide.

La marchigiana, avendo il manto chiaro e di un unico colore, ha una pelle con la superficie più morbida e più uniforme e quindi consente di realizzare articoli più belli e più scoperti e quindi più naturali.

Zona di provenienza – La diversa zona di provenienza e quindi il diverso clima ed il diverso ambiente di vita influenzano grandemente la morbidezza e l’integrità della pelle.

Climi caldi e ricchi di parassiti infatti daranno luogo a pelli più secche, più irregolari di grana, più danneggiate da cicatrici.

Anche il differente modo di allevare le bestie influenza l’integrità della pelle: animali allevati in stalla ed alimentati con foraggio avranno la pelle più pulita, mentre animali allevati all’aperto saranno più soggetti a graffiarsi e quindi avranno più cicatrici lineari (comunemente dette: spinature), ed animali alimentati con mangimi avranno più frequentemente eruzioni cutanee e quindi piccole cicatrici rotondeggianti.

Sesso – Il sesso influisce sulle dimensioni, sulla forma e sulla fibra della pelle.

I maschi infatti sono di norma più grandi, più squadrati e più compatti delle femmine.

Tra le femmine poi c’è differenza tra le vacche (mucche che hanno partorito) e le scottone (mucche che non hanno partorito).

E’ intuitivo che le vacche presenteranno dei fianchi più flaccidi, più estesi, mentre la pelle delle scottone avrà la zona del fianco più tonica e più ridotta.

Scacco-peso – Si definisce scacco-peso l’intervallo di peso entro il quale si posiziona una pelle o un lotto di pelli.

I valori degli scacchi-peso variano da mercato a mercato.

Per dare un esempio, sul mercato di Milano sono i seguenti:

vitelli:               8/12 kg, 12/16 kg, 16/20 kg, 20/26 kg

vitelloni:           26/32 kg, 32/40 kg, 40/+ kg

tori:                   40/45 kg, 45/+ kg

vacche:              27/- kg, 27/+ kg

Per vitelli e vitelloni sono più apprezzati gli scacchi-peso più bassi, perché si tratta di animali più giovani e quindi con una pelle col fiore più gentile e meno danneggiata da cicatrici.

Per tori e vacche sono invece più apprezzati gli scacchi-peso più alti, perché danno origine a pelli finite più grandi e quindi con una resa al taglio migliore.

Tipo di conservazione – Le pelli possono essere utilizzate fresche o conservate.

Quelle fresche sono preferibili per gli articoli di pregio perché la fibra è più compatta e la superficie più integra, però si tratta di pelli che devono essere lavorate al massimo entro 24/48 ore dalla macellazione.

Le pelli conservate, al contrario, possono essere stockate in celle frigorifere anche per mesi, però il sale utilizzato per la conservazione provoca delle microlesioni sulla superficie della pelle e, particolarmente nel caso di pelli conservate oltre che salate anche secche, è necessario un forte processo di rinverdimento che ridà morbidezza alla pelle ma tende a ridurne la compattezza.