I controlli di qualità della pelle

Per verificare la bontà delle lavorazioni eseguite sulle pelli è possibile effettuare una serie di test di laboratorio che consentono sia di dare sulle pelli un giudizio non soggettivo bensì il più possibile oggettivo, sia di confrontare partite diverse, articoli diversi, concerie diverse con metodi di controllo standardizzati e con valori di riferimento uguali per tutti.

Ci limiteremo in questa sede a prendere in considerazione i test solitamente utilizzati nel settore dell’arredamento.

Resistenza allo sfregamento – Norme di riferimento: ISO 11640.

Un feltrino di 1 centimetro quadrato sul quale grava un peso di 1 chilogrammo viene sfregato ciclicamente sul campione di pelle da analizzare e si valuta dopo quanti cicli c’è una perdita di colore della pelle ed un passaggio dello stesso sul feltrino.

L’alterazione del colore viene valutata con la scala dei grigi.

Il test può essere effettuato con il feltrino asciutto (sfregamento a secco), con il feltrino inumidito con acqua (sfregamento ad umido) e con il feltrino inumidito con una soluzione salina (sfregamento con sudore artificiale).

Ancoraggio della rifinizione – Norme di riferimento: ISO 11644.

Questo test viene definito anche “adesione del film di protezione”.

Il test è realizzato incollando il campione di pelle in esame su un blocchetto di metallo e verificando quale sia la forza di trazione da applicare sul campione stesso per strappare la rifinizione dalla pelle sottostante.

Fatica a flessione – Norme di riferimento: ISO 5402.

Il campione di pelle, fissato alle pinze di una apposita macchina da laboratorio, viene piegato ciclicamente sino a quando non inizia la screpolatura della rifinizione.

Solidità alla luce – Norme di riferimento: ISO 105/B02.

Tutti i colori tendono ad alterarsi a seguito dell’esposizione diretta alla luce solare.

Poiché la resistenza alla luce cambia in funzione della natura chimica del colorante, in funzione del colore ed in funzione del tipo di rifinizione è importante verificare tale resistenza confrontandola con un riferimento di controllo preciso e univoco.

Nelle norme internazionali viene quindi definito il tipo di lampada da utilizzare per simulare una accelerata esposizione alla luce solare e si stabilisce quali debbono essere i differenti coloranti blu utilizzati nelle realizzazione della scala di riferimento che viene posta all’interno dell’apparecchiatura di analisi assieme ai campioni di pelle da testare e rispetto alla quale si valuta lo scolorimento (scala dei blu).

Invecchiamento da calore – Norme di riferimento: ISO 17228.

E’ un test che si usa per verificare, tramite il confronto con la scala dei grigi, l’entità dell’alterazione del colore a seguito dell’invecchiamento artificiale prodotto da una esposizione prolungata ad una fonte standard di calore. Serve anche per verificare il comportamento della pelle nel caso di utilizzo in climi particolari, tropicali.

Esistono poi alcuni test solitamente meno richiesti dai fabbricanti di salotti, ma che ci sembrano ugualmente interessanti.

Resistenza allo strappo – Norme di riferimento: ISO 3376.

Una striscia di pelle di dimensioni standard viene sottoposta a trazione e si misurano il carico di rottura e l’allungamento a rottura.

Resistenza allo scoppio – Norme di riferimento: ISO 3379.

Un campione circolare di pelle viene fissato tramite una ghiera in testa ad un cilindro nel quale viene pompata aria in pressione.

Si verificano: carico di screpolatura, distensione alla screpolatura, carico di scoppio, distensione allo scoppio.

Questi ultimi due test servono per verificare gli effetti dovuti all’afflosciamento delle sedute a seguito di un uso prolungato e per testare la resistenza ad un uso violento: è vero che i divani non sono fatti per saltarci sopra, ma chi ha dei bambini sa bene quale sia la differenza tra la teoria e la pratica…

Resistenza al fuoco – Norme di riferimento: varie.

Si tratta di alcuni test che si utilizzano per verificare la resistenza al fuoco e l’autoestinguenza delle pelli destinate all’uso in ambienti pubblici oppure per il rivestimento dei sedili delle autovetture e degli aerei. Ogni paese e ogni destinazione d’uso prevede norme specifiche.

C’è poi un ultimo controllo che non è propriamente un test di laboratorio, ma che a nostro avviso rientra in un serio e completo controllo qualità ed è il controllo del colore con il campione di riferimento.

Per tenere conto del fatto che l’intensità e lo spettro di emissione della luce solare sono differenti a seconda della latitudine, del periodo dell’anno, dell’ora del giorno, della nuvolosità, si utilizza per la comparazione del colore della pelle con il campione di riferimento una lampada standard, definita nelle sue caratteristiche dalle norme BS 950 parte 1, con temperatura di emissione di 6500° K, che viene rimpiazzata ogni 1000 ore di funzionamento proprio per essere sicuri che la temperatura del filamento e quindi lo spettro di emissione siano il più possibile costanti.

Tale lampada standard, identificata dalla denominazione D 65 (artificial daylight), ha l’indubbio vantaggio di essere, come tutti i test standardizzati, uguale per tutti in tutto il mondo per tutti i giorni dell’anno.