Consigli per l’utilizzo della pelle

La presenza di rughe sul collo, la diversità di grana tra groppone e fianchi, la disomogeneità delle caratteristiche fisiche tra i vari punti della pelle, non sono “difetti” bensì aspetti assolutamente normali della pelle che ne testimoniano appieno l’origine naturale.
Se invece di tentare di nascondere tali differenze si cerca di sfruttarle al meglio per conferire al salotto personalità e “vita”, si darà origine ad un prodotto ricco di fascino, certamente un “pezzo unico”.
Le rughe del collo, per esempio, possono essere utilizzate come elemento grafico sui cuscini degli schienali, che dovranno però essere tagliati in modo da presentare le rughe nella stessa direzione (preferibilmente in orizzontale) su tutti i cuscini.
La disuniformità di grana può essere sfruttata per dare “movimento” ai piani di seduta o ai braccioli, cercando ovviamente di mantenere una simmetria trasversale.

Per quanto riguarda invece la disomogeneità fisica, essa si traduce in alcune semplici considerazioni, che possiamo facilmente illustrare con l’ausilio della figura sottostante.

La zona 1 è l’ideale per parti a vista, cuscinature e tutti quei pezzi che devono avere maggiore resistenza.
La zona 2 è ugualmente valida, a patto però di considerare, come suggerito prima, le naturali rughe del collo non come un difetto bensì come un tocco di classe.
Le zone contrassegnate con 3, a causa della loro minore resistenza meccanica e della loro disuniformità di grana (evidente anche su pelli stampate) è bene siano utilizzate per realizzare parti poco sollecitate, meglio se non molto in vista.
Le zone indicate con 4, data la loro bassa resistenza che si riflette anche in una grande elasticità, hanno una utilizzabilità limitata a parti possibilmente non in vista e sottoposte a basse sollecitazioni.

Il corretto utilizzo della pelle è reso ancora più difficoltoso dal fatto che alla disuniformità strutturale si sovrappone la difettistica (tagli, buchi, cicatrici, ecc.) che è diversa da pelle a pelle ed è questo che rende difficile automatizzare il taglio.
Per ottenere il miglior risultato possibile lavorando con un prodotto così naturale occorrono molta abilità e intuito, a partire già dal disegno del salotto, che deve essere studiato in funzione delle caratteristiche tipiche della pelle, per arrivare poi al taglio con il quale si devono ricavare innanzi tutto le parti più in vista (schienali, parti superiori dei braccioli e della seduta) poi quelle meno in vista (retro degli schienali, laterali dei braccioli, base della seduta) e solo alla fine le parti più o meno nascoste (interni dello schienale, fasce interne dei cuscini, ecc.).

Abbiamo parlato del disegno del salotto, perché pensiamo che sia più corretto valutare a fondo a priori le caratteristiche naturali del materiale che si intende utilizzare come rivestimento ed in funzione di esse studiare forma e dimensioni del salotto, piuttosto che disegnare un salotto sia pure bellissimo e poi dover impazzire perché non esistono pelli sufficientemente belle e sufficientemente grandi dalle quali poter ricavare delle parti di rivestimento che sono state disegnate con dimensioni esagerate.